Che cosa ci unisce al territorio e alle comunità in cui viviamo? Quali eventi e tendenze stanno trasformando l’ambiente e le forme di vita che lo abitano? E che differenza possono fare le azioni di un individuo?
Per dialogare con i più giovani e approfondire, riflettere, agire in risposta a queste domande, il progetto Cambio io, cambia il mondo collabora ogni anno con alcune scuole secondarie d’Italia. Le attività si compongono di diversi moduli formativi che includono l’apprendimento collaborativo, l’educazione tra pari (peer learning) e l’apprendimento esperienziale. L’obiettivo è aiutare studentesse e studenti a sviluppare competenze relazionali e di cittadinanza attiva, affrontando problemi concreti del contesto locale, legati alla sostenibilità e al cambiamento climatico. Le metodologie sono ispirate ai risultati delle ricerche pedagogiche più recenti sull’educazione umana (il cui approccio educativo è approfondito nel libro di Daisaku Ikeda, La luce dell’apprendimento, Esperia, 2023; vedi anche l’articolo a p. 9). Fino a oggi, le attività in classe hanno coinvolto più di mille persone tra studenti, volontari e docenti in tredici istituti distribuiti sul territorio di cinque regioni.
Affrontare le sfide del mondo contemporaneo, che sono interconnesse e di proporzioni globali, significa educare per stimolare una trasformazione a cui tutte e tutti partecipano attivamente. Per questo Cambio io, cambia il mondo coinvolge volontarie e volontari dalla comunità locale per una formazione approfondita, adattando e scegliendo i moduli formativi in base a caratteristiche, bisogni e desideri di ogni classe.
In aula le attività sollevano domande, riflessioni e scambi dialogici, con lo scopo di superare i ruoli tradizionali docente-studente e creare uno spazio in cui volontari, docenti e studenti possano imparare gli uni dagli altri e impegnarsi verso un obiettivo comune. Dopo una prima fase di conoscenza reciproca e sessioni di approfondimento sulla sostenibilità e il cambiamento climatico, ragazze e ragazzi lavorano in gruppo per analizzare le questioni complesse che caratterizzano il loro territorio ed elaborare proposte di intervento da presentare e, laddove possibile, realizzare concretamente. Sono le riflessioni dei giovanissimi, scritte in forma anonima alla fine del percorso, a descrivere i risultati di questo approccio. Molti raccontano di aver compreso in modo nuovo il loro essere connessi all’ambiente, ed esprimono il desiderio di modificare il proprio comportamento; il dialogo è spesso citato come un’opportunità nuova per ampliare le proprie conoscenze, e il lavoro di gruppo – pur con le difficoltà che comporta – è designato come l’attività più trasformativa e appagante. Di seguito una carrellata:
Come nasce il cambiamento
Le attività educative del progetto "Cambio io, cambia il mondo" della Fondazione Be the Hope
