BS / 9 aprile 2026

La persecuzione di Atsuhara

Dalla serie "Nichiren Daishonin. Un grande voto compassionevole per la felicità dell'umanità" VENTICINQUESIMA PUNTATA (pubblicata sul mensile Daibyakurenge di dicembre 2023)

Dopo il 1277, anno in cui discepoli come Shijō Kingo e i fratelli Ikegami dovettero affrontare i complotti di Ryōkan del tempio Gokuraku e di altri, nella provincia di Suruga1 gli abusi nei confronti dei praticanti erano andati sempre crescendo, fino a raggiungere il culmine con quella che viene ricordata come “persecuzione di Atsuhara”, che colpì i seguaci di Nichiren dal 1275 al 1283 nella zona del Fuji, in cui si trovava il villaggio di Atsuhara.2
Dopo il trasferimento di Nichiren a Minobu nel 1274, Nikkō assunse la guida della propagazione degli insegnamenti del maestro nell’area del Fuji, e ciò portò a una crescita del numero dei seguaci. I capi Tendai della zona, sentendosi minacciati dalla rapida diffusione degli insegnamenti di Nichiren all’interno dei loro templi e regioni, iniziarono a perseguitarli.
Il governatore militare provinciale della provincia di Suruga, che si occupava delle questioni militari e amministrative, apparteneva al ramo principale del clan reggente Hōjō. Inoltre la signora Kasai, vedova del quinto reggente Hōjō Tokiyori, aveva molte persone al suo servizio in quella zona, sulle quali esercitava una notevole influenza. Era la figlia di Hōjō Shigetoki,3 fervido credente Nembutsu, e disprezzava Nichiren, considerandolo un nemico di Tokiyori e di suo padre (vedi Risposta al prete laico Takahashi, RSND, 1, 537).
Nichiren spiega che mentre era in viaggio per Minobu aveva scelto di non fermarsi presso la dimora del prete laico Takahashi, un suo discepolo di Kajima,4 proprio perché la provincia di Suruga era territorio di Hōjō Tokimune e in particolare nella zona del Fuji risiedevano molte persone vicine a sua madre la signora Kasai (Ibidem, 540-541). Circa in quel periodo infatti era iniziata la persecuzione dei suoi discepoli nella provincia di Suruga.
Gyōchi, assegnato al tempio Ryūsen di Atsuhara per svolgere le funzioni di vicecapo dei preti, era un fervido seguace degli insegnamenti della Pura Terra e aveva imposto le sue idee agli altri e turbato l’ordine all’interno tempio con il suo comportamento. Inoltre, aveva sfruttato i beni del tempio per scopi personali e nominato preti individui corrotti.
Presso i templi della scuola Tendai era tradizione che i preti recitassero il Sutra del Loto la mattina e il Sutra di Amida la sera. Il Ryūsenji era un tempio Tendai, e tuttavia Gyōchi aveva costretto i preti a recitare unicamente il Sutra di Amida e smettere di recitare il Sutra del Loto. Ma i preti del tempio che dopo aver studiato con Nikkō erano diventati discepoli di Nichiren si rifiutarono di recitare il Sutra di Amida, alla luce del passo del Sutra del Loto che afferma «non accettando un solo verso degli altri sutra» (SDLPE, 131), dedicandosi invece alla recitazione del Sutra del Loto e di Nam-myoho-renge-kyo. Come ritorsione Gyōchi li aveva privati dei loro alloggi, affermando che non stavano adempiendo ai loro doveri di preti (vedi La petizione Ryusen-ji, RNSD, 2, 778).

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